Castel Volturno

Partendo da Napoli e prendendo la direzione nord ci s’imbatte nella Via Domiziana, l’antica strada (oggi statale) costruita dall’imperatore romano Domiziano per migliorare i collegamenti tra l’odierna Pozzuoli e il resto dell’impero. Costeggiando il mare e continuando verso nord, a un certo punto si nota come il paesaggio, segnato dalle conseguenze dell’abusivismo, si modifichi nei pressi di Castel Volturno: edifici in cemento e alberghi, spesso ad ore, dalle architetture improbabili, in un’area dove il 70% delle costruzioni è abusivo. Comune abitato sulla carta da circa 20000 persone, ne ospita probabilmente il doppio, se si considerano gli immigrati irregolari e clandestini, quelli che formano la Castel Volturno “fantasma”: nonostante sembri di essere a Soweto, con quasi esclusivamente persone di colore agli angoli delle strade, nessuno sembra accorgersi di loro e per lo stato non esistono. Nessuno ha un permesso di soggiorno permanente e nemmeno i figli degli immigrati nati in Italia acquistano la cittadinanza italiana. La prima impressione è che Castel Volturno non abbia un’economia su cui reggersi: negozi chiusi o dati in gestione a immigrati per la vendita di generi alimentari o abiti tradizionali africani. Le case abbandonate dagli italiani sono affittate agli extracomunitari, che arrivano a pagare 100 euro al mese a persona per appartamenti che ospitano fino a dodici immigrati. L’economia di Castel Volturno è parallela: tutta in nero, sulle spalle degli africani. Gli immigrati onesti sono sfruttati per 20 euro al giorno a fronte di dieci ore di duro lavoro nei campi o nell’edilizia, senza considerare la percentuale ai caporali. Partono alle 5 di mattino, affollando gli autobus per raggiungere le rotonde di reclutamento nelle varie parti di Na-poli e provincia. A Castel Volturno la camorra ha delegato principalmente ai nigeriani il controllo della droga e della prostituzione, in cambio del 60% dei guadagni. In quest’area comanda il Clan dei Casalesi, che in questo modo affida i traffici illegali di basso rango agli immigrati e allo stesso tempo non vi è riconducibile. I lati della strada sono battuti da giovani prostitute nigeriane, che fingono di passeggiare portando buste della spesa, oppure attendono i clienti alle fermate degli autobus. In tasca hanno un permesso di soggiorno temporaneo, ottenuto con assunzioni fittizie come badanti da poter esibire alla polizia in caso di fermo. Le giovani nigeriane vengono fatte arrivare in Italia dalla camorra: quando non lavorano sono tenute rinchiuse all’interno di “case-prigioni”, gestite da loro connazionali (una per casa), che prende il titolo di “Madame”, finché non estinguono il debito contratto per essere arrivate in Europa. Ma per le strade del posto non mancano nemmeno le prostitute provenienti dall’Europa dell’Est. Nell’area il tasso di tossicodipendenza è altissimo: Castel Volturno è forse l’unica realtà italiana con una serie di crack house (edifici abbandonati dove viene prodotta, venduta e assunta la droga),nascoste ai lati della Via Domiziana. Nelle crack house vengono quotidianamente spacciati e consumati chilogrammi di crack, cocaina ed eroina, spesso proprio da immigrati.

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